Categorized as: Meditazione

Per Tashi

Carissima Tashi,
siamo così arrivati al quarto anno di pratica insieme.

Il nostro centro, grazie alla tua amorevole presenza, sta diventando per molte persone un punto di riferimento per la pratica della meditazione ed anche un’opportunità propizia all’evoluzione e alla crescita personale di ciascuno di noi.

Comprendere che la meditazione non consiste solo nel fermare la mente, ma principalmente, nel guardare a quelle potenzialità che abbiamo all’interno, senza deroghe, deleghe e senza scuse non è cosa da poco e grazie a te siamo sulla via.

È un percorso tuttavia appena iniziato ed ancora lunga appare la strada per arrivare a comprendere appieno i meccanismi della nostra mente, guardare al sorgere delle nostre emozioni, riconoscerle e lasciarle andare per imparare ad essere più liberi e felici.

Così, nell’attesa di poter riprendere il cammino insieme, desideriamo ringraziarti per questa bellissima opportunità che ci hai donato con semplicità, fermezza e a volte con una certa ironia ma soprattutto con rara competenza e con tanto cuore.

Ti ringraziamo per averci accompagnato a riconoscere gli ostacoli che si frappongono al nostro impegno con la pratica quotidiana;

Ti ringraziamo per averci insegnato che meditare è un processo dinamico di conoscenza e di trasformazione: un processo di autoguarigione;

Ti ringraziamo per averci insegnato che meditare è un atto di coraggio e di responsabilità, verso noi stessi e verso gli altri, e quanto perseverare nell’atto del dono attraverso la pratica della dedica quotidiana possa sostituire l’impegno che riponiamo nelle nostre afflizioni con quello di aprire il nostro cuore per diventare migliori per noi stessi e per il bene comune.

Ti ringraziamo per il sorriso e quella sensazione di gioia che abbiamo provato alla fine di ogni nostro incontro.

La promessa è quella di continuare ad onorare quanto appreso finora, perseverando nel nostro impegno verso la pratica.

Con le mani sul cuore e con tanto amore.
Grazie

NON DUALITÀ

“Se cerchi la completezza di una pace incorruttibile,
di una felicità che non dipenda dal piacere,
dove sentirti finalmente a casa, allora
quello che cerchi è già qui, adesso.
Guardati intorno
La risposta a tutte le tue tormentose domande sulla vita
Non è nel pensiero, è la vita stessa, che pulsa, vortica ed esplode in tutto questo:
Il battito del tuo cuore
Il respiro che va e viene
I rumori
Le voci
Le sensazioni
La luce
La mosca
Il torcicollo
Le nuvole che veleggiano nel cielo
e via, via in alto fino alla galassia che non smette mai di ruotare
e via via giù in basso fino all’infinitamente piccolo, dove le particelle subatomiche vorticano
compiendo milioni di giri in tutto questo.
La parola “non dualità” indica che nella realtà ci sono infinite differenze, ma nessuna vera separazione”

Mauro Bergonzi

Grazie Mauro, ora più che mai, per farci toccare questo senso di infinito

E, se è vero che niente capita a caso

“Vedere l’uno nei molti e i molti nell’uno” THAY

E, se è vero che niente capita a caso,

ciò che sta succedendo nel mondo, questo momento così delicato, dovrebbe invitarci ad una riflessione per poi, subito dopo, aprirci ad una comprensione più profonda.

Prima fra tutte quella di riconoscere che la qualità del nostro incedere nella vita dipende da noi.

La malattia, i virus, anche quelli che non conosciamo, da sempre, sono parte della nostra esistenza al pari della salute, della prosperità e dello stesso Amore, ed è nostra la responsabilità di svegliarci affinché, nelle difficoltà, le nostre scelte siano ben direzionate verso il raggiungimento del bene personale e insieme di quello comune.

Troppe volte pensiamo, parliamo ed agiamo senza una comprensione vera, questo oggi non appare più possibile.

Che sia questa l’occasione per uscire finalmente dalla miopia e comprendere il significato dell’interdipendenza che ci lega così profondamente e così da vicino?

Paradossalmente, l’invito attuale a limitare le distanze a non toccarci, neanche a sfiorarci, ci rimanda a quanto siamo interconnessi , e alla necessità di esserlo. Anche se apparentemente lontani ci scopriamo improvvisamente molto più vicini di quanto crediamo e di quanto quel filo sottile della nostra “vulnerabilità esistenziale” ci leghi e ci accumuni tutti senza alcuna distinzione di genere.

Improvvisamente, percepiamo quanto i nostri stati d’animo che siano la gioia, la tristezza, il disagio o la paura siano così fittamente collegati con quelli di tutte le forme esistenti da ritrovarci uniti nel sentimento riscoperto della nostra fragilità.

Da qui parte l’avventura: potremo iniziare il viaggio più importante di tutta la nostra storia evolutiva attraverso un percorso in grado di riportarci agli albori della nostra esistenza, per renderci Tutti un po’ più umili e grati. Potremmo acquisire la capacità di andare oltre la paura, poiché la paura separa, irrigidisce, rende immobili e miopi e comprendere che la risoluzione dei problemi, così la nostra sopravvivenza, è sempre una questione di scelta responsabile e soprattutto rivolta all’interesse comune.

“Vedere l’uno nei molti e i molti nell’uno” Thay

La parola IN-TERESSERE coniata mirabilmente dal maestro T.N.H appare in questo momento più che mai attuale e densa di significato.

Ci indica quanto la separazione, non sia mai effettiva ma solo nella nostra mente.

La comprensione piena di non poter esistere solo per se stessi ci accompagna al di là del nostro piccolo mondo egoico: torniamo a percepirci come parte di quell’intima connessione con e fra tutto ciò che esiste per, finalmente, aprirci all’esperienza bellissima e riparatrice della Gratitudine.

Allora, forse, nel condividere, quel senso di angoscia che da sempre si accompagna alla consapevolezza della nostra “impermanenza” apparirà meno pesante e ci sentiremo meno soli.

Adesso, come nei momenti di maggiore difficoltà, la dovuta riflessione lasci emergere la parola “Unità”, in quanto strategia migliore, e “l’antivirus” più potente, a nostra disposizione, per la salvaguardia della nostra specie e del Pianeta che ci accoglie.
Usciremo da questo momento così difficile, ne usciremo nel modo migliore, ma non lasciamo che il significato profondo dell’invito proposto, si perda nel vuoto.

Meditazione, una strategia di vita

Siate liberi! Liberi, ma non incoscienti.

Riprendetevi appieno la libertà di discernere: verità dalla menzogna, coerenza dalla contraddizione, discriminazione dalla falsa tolleranza…

È possibile.

Trovate un luogo, il vostro cuscino di meditazione dove sedervi o semplicemente un angolo quieto della vostra casa dove tornare ad assaporare un po’ di silenzio.

E nel silenzio, datevi il tempo di lasciar dissolvere le coltri generate dalla confusione e dall’ignoranza, restituite spazio alla vostra mente, uscite dalla paura e lasciate emergere le strategie migliori e necessarie.

La vera libertà passa attraverso la chiarezza e questa passa attraverso la retta conoscenza. Quando la mente è quieta lo stato emotivo è contenuto, la presa di coscienza è piena, la chimica nel corpo si modifica e il sistema immunitario ne trae giovamento.

Quando meditiamo operiamo la scelta di attraversare il percorso della nostra vita ad una vibrazione ben più alta rispetto alla paura, quella dell’amore.

E.F.

Mauro Bergonzi a Livorno: l’importanza dell’incontro

Attraverso queste poche righe, vorrei esprimere un sentimento di profonda gratitudine nei confronti di Mauro Bergonzi.

Un caro amico che, forse più di tutti, ha contribuito a farmi guardare nella giusta direzione, dove la realtà, la vita non possono essere il risultato di una ricerca, di un percorso, perché sono già qui, adesso.

Solitamente, anche nei momenti più “belli” quando sembra che tutto “fili liscio”, può far capolino un sentimento di insoddisfazione, la sensazione che manchi “qualcosa”. Da qui, può nascere il bisogno della ricerca, il volgersi verso uno e/o più innumerevoli percorsi presentati da altrettante discipline spirituali dell’oriente, come dell’occidente.

Può accadere che dopo aver cercato, anche per lungo tempo, quel “qualcosa”, l’unità, l’essenza, la verità, la liberazione, l’illuminazione, dio, ti accorgi che la ricerca contiene in sé un’illusione, ovvero che possa esistere un “io” individuale, un corpo-mente separato da tutto, dalla vita, capace di seguire un percorso per migliorarsi, purificarsi, concentrarsi, meditare ed ottenere così ciò che manca.

Ma, com’è possibile la presenza di un “io” qui e della vita là ?

La vita è già qui, è una. Allora niente manca. Non ci sono “io” e la vita, c’è la vita.
Allora, ciò che cercavo non è “la fuori”, ma qui, nel punto esatto dove nascono tutte le domande.
Semplicemente, non me ne ero accorto o me ne ero dimenticato.

Grazie Mauro di venire qui di tanto in tanto a ricordarcelo.

Claudio