Ultime Notizie | Yoga Time Livorno - Part 43

AMAR.Sì STABIL.MENTE – Yoga & Music Retreat – Maggio 2023

AMAR.Sì STABIL.MENTE – Yoga & Music Retreat

Yoga & Music Retreat

Caprese Michelangelo 19 – 20 – 21 maggio 2023

AMAR.Sì STABIL.MENTE

Strumenti e pratiche per far emergere la vitalità e nutrire la gioia

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

info@yogatime.sbs – 0586-951914 – 347.5753884 (Nadia) – 347.5767573 (Elisabetta)

 

Termine iscrizioni: 19 MARZO 2023

 

Esplorando i testi più antichi della Tradizione yogica emerge chiaramente un comune denominatore, ovvero quello di indicarci la strada, e fornirci gli strumenti necessari, per uscire dalla visione limitata e limitante della nostra mente e giungere così a riconoscere e ad esprimere tutto il nostro potenziale.

Per amarsi è necessario ritrovarsi e affinché questo possa avvenire è indispensabile tornare ad abitare la posizione fisica come la nostra casa, con un sentimento di piena appartenenza, agio e stabilita, consentendo alla mente di recuperare il suo punto di appoggio nel corpo.

Coltivare un’attenzione stabile al nostro corpo interno e al nostro respiro ci permetterà di colmare progressivamente quella la distanza da noi stessi che spesso ci rende inquieti, tornando a sentirci completi, appagati e perfetti così come siamo, condizione essenziale all’incontro con la vera Gioia.

Coltivare l’Amore in modo stabile significa alimentare tapas, l’ardore per la Pratica e la passione per la Vita, due cose solo apparentemente separate.

 

PROGRAMMA*

Venerdì 19 maggio

17:30 Arrivo e sistemazione in camera presso la struttura “ La Buca di Michelangelo”
18:30 Presentazione programma del retreat e pratica meditativa
20:00 Cena
21:30 Kirtan yoga: canto comunitario dei mantra

Sabato 20 maggio

7:30 Pratica di risveglio e meditazione
9:00 Colazione
9:30-10:30 Tempo libero
10:30 Pratica Yogica (asana, pranayama, meditazione)
13:00 Pranzo
14:00-17:00 Tempo libero
17:00 Pratica di Nada Yoga (Yoga del Suono)
20:00 Cena
21:30 Condivisione esperienze

Domenica 21 maggio

8:00-8:45 Meditazione
9:00 Colazione
9:30-10:30 Tempo libero
10:30 Pratica Yogica (asana)
13:00 Pranzo
14:30-15:30 Condivisione finale

*Tutte le attività si intendono facoltative.

Docenti

ELISABETTA FEDELI

Incontra lo yoga all’inizio degli anni 90 con gli insegnanti Gualtiero Vannucci e Giovanni Viviani;
nel 1995 inizia la formazione SADHANA Scuola quadriennale di formazione per l’insegnamento dello yoga, riconosciuta quale membro dell’U.E.Y. e diretta dal M° Dott. Carlos Fiel conseguendone il relativo titolo ;
nel 1999 si iscrive alla F.I.Y. – Federazione Italiana Yoga – seguendone per un biennio, i seminari volti alla formazione insegnanti yoga nella sede di Padova;
nel 2000 consegue, presso la Scuola di Osteo Shiatsu di Livorno diretto da Laura Chiellini, il certificato di qualifica di operatore di Osteo-shiatsu di 1° e 2°livello;
nel 2004 consegue l’attestato di approfondimento sulle “Tradizioni dello Yoga” organizzato e rilasciato dalla F.I.Y.;
Ha partecipato a seminari intensivi di meditazione Zen e Vipassana con i maestri Fabio Peloso e Asshan Mario Thanavaro;
Ha partecipato a seminari di approfondimento per lo studio e la pratica dello yoga in Spagna e in Italia, incontrando personaggi di rilievo quali il M°Antonio Nuzzo, i MM. Renata Angiolini e Mois Palagi;
Precedentemente ha insegnato in centri olistici, in palestre, presso la palestra di una scuola elementare ed anche in circoli culturali e A.R.C.I con la sola motivazione di espandere quanto più possibile la conoscenza dello yoga e i suoi benefici ;
dal 2011 al 2014 ha tenuto un corso di “yoga e consapevolezza” a cadenza settimanale presso l’Istituto Buddista Lama Tzong Khapa di Pomaia, presso il quale ha condotto anche seminari di approfondimento;
nel 2015 è l’ideatrice e promotrice, insieme al suo compagno di vita, del Centro YOGA TIME spazio per la cura del sé di Livorno e del quale è presidente;
il Centro diventa il luogo di approfondimento personale, per i suoi collaboratori e per quanti possano desiderarlo attraverso seminari ospitanti maestri quali Carlos Fiel ; Antonio Nuzzo; Federico Squarcini; Moiz e Renata; Mauro Bergonzi;
dal 2019 al 2020 partecipa al Master in Yoga Wellness e Yoga Therapy presso il Polo Universitario di Parma organizzato dalla F.I.Y. – Sarva Yoga International e con la collaborazione con il governo indiano. Consegue nel 2020 la specializzazione in yoga wellness e tecniche antistress a seguito discussione della tesi : “Yoga : Risorsa integrante nell’approccio interdisciplinare per i pazienti oncologici”
dal gennaio al giugno 2022 ha seguito un corso di specializzazione on line di 50 ore su Prana Samyama – condotto da Sri Pranidhana – Shiva Yoga Temple Research e Terapy – conseguendo l’attestato di approfondimento su “tecniche di base – avanzate di respirazione yogica e metodi concentrativi”
dal 2021 al 2023 ha partecipato al corso di formazione on line e in presenza per l’insegnamento della Meditazione diretto dal M° Andrea Boni, conseguendone il relativo attestato – il percorso è riconosciuto come: Continuing Education Program da Yoga Alliance Italia and International.
dal 2015 in poi continua la sua pratica volta all’insegnamento dello yoga, del pranayama e della meditazione presso il proprio Centro di pratica.

NADIA FERRARA

Appassionata da sempre di musica in ogni sua forma e declinazione, Nadia intraprende già in tenera età lo studio del pianoforte, della chitarra e del canto. Dopo numerose esperienze in ambito pop, rock, gospel, Nadia decide di approfondire gli aspetti terapeutici della musica e del suono frequentando la scuola triennale di Musicoterapia “Arpamagica” di Milano e conseguendo il Diploma di Operatore del Metodo Benenzon.
Nel 2010, l’incontro con la musica devozionale di estrazione indiana rappresenta una svolta decisiva nel suo percorso. Alla ricerca di una musica che sgorgasse dall’anima e arrivasse al Divino, Nadia si specializza nella pratica del Kirtan Yoga e del Nada Yoga, frequentando vari corsi di formazione in Italia e in India.
Oltre alla musica, Nadia si appassiona negli anni all’antico sistema dello Yoga in ogni sua forma (hatha, bhakti, raja, karma, ecc.), tanto da conseguire il diploma di insegnante di Yoga Integrale, Anukalana, Hatha, Terza Età e meditazione.
Nadia tiene regolarmente corsi di gruppo e lezioni individuali (in presenza e online) di Harmonium, Mantra Yoga, Nada Yoga e Hatha Yoga; conduce inoltre incontri di Kirtan in tutta Italia.

 

Location

Caprese Michelangelo è un piccolo borgo medievale collocato sulla cima di una collina lussureggiante a ridosso della dorsale appenninica tosco-romagnola. Il paese ha due particolarità: una luce straordinaria che, nelle ore del tramonto, illumina la casa natale del sommo artista Michelangelo Buonarroti; il suono dell’acqua che scorre, inno permanente alla vita che nasce.

Poter svolgere una qualsiasi pratica spirituale e/o artistica in un contesto naturalistico e paesaggistico di tale ricchezza, è sicuramente un grande privilegio.

Accomodation

Il retreat sarà ospitato dall’albergo-ristorante “La Buca di Michelangelo” di Caprese.

Le sistemazioni saranno in camera doppia con bagno privato.

 

Quota di partecipazione

La quota di partecipazione al retreat è di 250,00€.

Essa comprende:

– tutte le pratiche yogiche previste dal programma;

– 2 pernottamenti in camera doppia con bagno;

– trattamento di pensione completa.

Non è previsto alcun servizio-navetta per raggiungere la location.

Meditazione e vita – La dimenticanza

Desidero condividere con voi un’esperienza, forse apparentemente curiosa, ma al tempo stesso molto stimolante e di grande riflessione: ultimamente, mi è capitato di incontrare una signora di oltre novant’anni, una signora bella ed elegante, dalla mente lucida e molto vivace. Parlando ha condiviso con me il motivo della sua longevità: la dimenticanza.

La sua dimenticanza non era legata alla smemoratezza o a qualche malattia senile, bensì alla capacità che lei racconta di aver adottato in tutta la sua vita di non attaccarsi alle cose, ma di lasciarle andare. Ho pensato che in qualche modo la signora avesse praticato yoga o meditazione, ma così non era: lei ha scelto di vivere la sua vita con la maggiore leggerezza possibile.

Sebbene il trascorrere del tempo segnasse inevitabilmente la sua persona, ciò che nell’immediato colpiva la mia attenzione era la piacevolezza dei tratti morbidi del suo viso e di quell’incedere di chi porta con sé il bagaglio della propria esistenza, senza però soccombervi. Alla fine emanava una certa luminosità da tutta la sua persona.

Le sue parole mi hanno colpita molto e per tutto il resto della giornata e anche a seguire, hanno risuonato al mio interno come un mantra, come una risvegliata consapevolezza e in qualche modo mi sono trovata a sperimentare il profumo di una maggiore leggerezza.

Il valore della dimenticanza

Del resto, ogni volta che ci permettiamo di lasciare andare qualcosa, creiamo un vuoto, una vacanza al nostro interno: uno spazio disponibile ad essere riempito dalla nostra libertà di pensiero, dalla nostra creatività, per colmare quella distanza che spesso ci separa da noi stessi e sperimentare una gioia semplicemente sopita.

Coltiviamo spesso la convinzione che per sperimentare una certa condizione sia necessario acquisire qualcosa che ancora non possediamo, che per fare spazio alla gioia sia necessario scacciare la tristezza quando l’una esiste solo in relazione all’altra e viceversa. Non esiste dualità: il giorno esiste perchè esiste la notte. È solo la modalità di guardare alle cose che fa la differenza.

Fare vuoto per ascoltare

Nella nostra esistenza è fondamentale un tempo di vacanza. Vacanza come tempo di separazione dalle attività lavorative così indispensabile per rigenerare il corpo e la mente. Ma esiste una vacanza ancora più importante, anche se meno immediata: prendere vacanza da se stessi, prendere vacanza dai pensieri ricorrenti per tornare ad ascoltarci e poter ascoltare l’altro.

Ascoltare è una qualità che possiamo generare solo facendo un vuoto al nostro interno : non siamo più solo noi al centro del mondo, ma la nostra visione diventa espansiva verso tutto ciò che c’è e verso tutto ciò che non è visibile nell’immediato ai nostri occhi.

Nel momento in cui la mente dimentica abbracciamo tutto ciò che esiste. La dimenticanza è una capacità che può essere allenata, nutrita, attraverso il silenzio, grazie alla meditazione, ma anche attraverso piccoli gesti quotidiani di totale presenza.

La dimenticanza ci rende liberi, liberi da ogni paura prima fra tutti quella di esistere.

Yoga acrobatico disciplina che si pratica in coppia

Lo yoga acrobatico è una disciplina che unisce la coppia affidandosi all’altro sperimentando se stessi ed il partner.

Lo yoga acrobatico è una disciplina che sta diventando sempre più popolare tra coloro che amano sperimentare nuove forme di yoga in coppia. Questa pratica, infatti, combina gli elementi di quello tradizionale con l’equilibrio e l’acrobazia, creando una sinergia unica tra i due partner.

Lo yoga acrobatico, chiamato anche acroyoga, non solo aiuta a sviluppare forza, flessibilità ed equilibrio, ma offre anche un’opportunità di riscoprire la coppia, approfondire la relazione, imparando a fidarsi l’uno dell’altro, a comunicare e creando una connessione profonda.

Cos’è lo yoga acrobatico e come si svolge

Le posizioni di yoga acrobatico vengono svolte in coppia, all’interno della quale uno dei due partner ha la funzione di “base” e l’altro di “volatore”. Il partner base ha il compito di stabilire una posizione solida e stabile, sopra il quale il volatore ha possibilità di effettuare altre posizioni più acrobatiche.

È una pratica che richiede perciò una grandissima fiducia e capacità di comunicazione tra i due, per questo rientra tra le attività che ultimamente più piacciono alle coppie, in grado di aumentare la sinergia e l’intimità.

Per sapere come fare yoga acrobatico è possibile rivolgersi a un maestro che sia in grado di preparare la coppia e illustrare quali sono i movimenti e le posizioni necessarie.

Principalmente, questo si compone di tre fasi:

  • Preparazione, dove i due partner fanno riscaldamento e stretching insieme.
  • Esecuzione, in cui i due partner si alternano tra la funzione di base e volatore, nell’esecuzione delle varie posizioni.
  • Raffreddamento, dove i due partner si rilassano insieme ed eseguono alcuni esercizi di respirazione per rilassare il corpo e ridurre le eventuali tensioni accumulate.

Non è necessario essere esperti, ma è sufficiente avere una buona guida e sarà possibile svolgere dello yoga acrobatico per principianti.

Quali sono i benefici dell’acroyoga

Lo yoga acrobatico abbiamo visto fino a questo momento può essere di estremo aiuto nella coppia per aumentare la fiducia reciproca e l’intimità, ma non ha solo questi benefici.

Come per quello tradizionale, anche in questo caso lo yoga può avere benefici fisici, aiutando a sviluppare forza, flessibilità ed equilibrio. Per questo l’acroyoga è particolarmente indicato per migliorare la postura e per il benessere fisico.

A livello psicologico, questa attività aiuta invece ad aumentare la fiducia in se stessi e negli altri, stimolando così le capacità interpersonali. Inoltre, riduce lo stress e l’ansia, migliora la salute mentale e il benessere in generale.

Conclusioni

Lo yoga acrobatico è perciò una disciplina che unisce gli elementi di quello tradizionale con l’equilibrio e le acrobazie, risultando perciò divertente e stimolante, oltre che offrire numerosi benefici sia a mente che corpo.

Migliora il benessere generale, sia fisico che psicologico, ma è soprattutto di grande aiuto nelle relazioni interpersonali.

È richiesto infatti che questa attività venga svolta in compagnia di un partner, non essendo previsto uno yoga acrobatico individuale, e questo costringe a migliorare la comunicazione e la fiducia in se stessi e negli altri.

Naturopatia: come ripristinare e mantenere la salute secondo natura

Imparare a ripristinare e mantenere la salute secondo natura è alla base della naturopatia, considerando l’essere umano composto da diversi livelli di energia.

La naturopatia è una disciplina che si concentra sulla guarigione naturale del corpo. La filosofia alla base della naturopatia, infatti, sostiene che il corpo abbia la capacità di guarire se stesso e che è nella nostra natura trovare il modo di aiutare questo processo.

Come lo yoga, la naturopatia ha l’obiettivo di aiutare le persone ad abbracciare uno stile di vita che sostiene la salute e il benessere a lungo termine. Entrambe le discipline, infatti, incoraggiano un approccio olistico, che coinvolge l’equilibrio del corpo, della mente e dello spirito.

Le due discipline non sono però da confondere: per quanto possano avere grandi somiglianze, vi sono anche delle differenze tra le due.

Cos’è la naturopatia e che importanza ha nella cura del sé

In molti possono chiedersi, nel dettaglio, ma la naturopatia cos’è? Questo perché può esserci della confusione in merito. Come abbiamo già accennato, questa è una disciplina che si occupa della cura del sé tramite i rimedi naturali come ad esempio erbe, oli essenziali, nutrienti e tecniche di rilassamento come lo yoga e la meditazione.

La filosofia che c’è alla base è quella che sostiene che il corpo sia in grado di curarsi da solo e che abbia solo bisogno di una corretta alimentazione e uno stile di vita sano, per riuscire a farlo.

Molte malattie che ci colpiscono oggi, infatti, sono causate da uno stile di vita scorretto, una dieta malsana, dallo stress e dall’inquinamento ambientale e soprattutto dalla scarsa attenzione ai messaggi che il corpo ci invia attraverso vari sintomi e disturbi, prima ancora che la malattia vera e propria si manifesti e si cronicizzi.

La naturopatia ci insegna come prevenire queste malattie attraverso una dieta sana, l’esercizio fisico regolare, tecniche di rilassamento e altre pratiche naturali.

Darsi la possibilità di ascoltare e interpretare il sintomo come linguaggio di aiuto del corpo, può evitare di medicalizzare verso qualcosa che può essere spesso risolto semplicemente modificando delle abitudini scorrette.

Yoga e naturopatia: alleati o sinonimi?

Per chi non sa bene la naturopatia cos’è e conosce poco anche il mondo dello yoga, può succedere di fare confusione tra le due discipline, ritenendole più o meno la stessa cosa.

In realtà tra le due ci sono sostanziali differenze, che però possono essere integrate tra loro per raggiungere un maggior benessere psicofisico.

Lo yoga, infatti, si basa più sull’armonia tra mente e corpo e ha come obiettivo quello di migliorare la salute attraverso degli esercizi fisici, atti a migliorare la resistenza, la flessibilità e l’equilibrio.

La naturopatia, invece, come abbiamo visto, è una filosofia olistica che si basa sulla capacità di autoguarigione del nostro organismo e che valorizza l’uso di rimedi naturali per prevenire e curare le malattie.

Le due, quindi, hanno una base essenzialmente diversa, ma possono integrarsi perfettamente tra loro per ottenere risultati migliori. Molti insegnanti di yoga possono, infatti, decidere di aggiungere ai loro corsi la consapevolezza alimentare, l’utilizzo di oli essenziali o l’uso di erbe medicinali.

Allo stesso modo, nella naturopatia spesso si fa riferimento a tecniche di rilassamento, quali lo yoga e la meditazione, per ridurre lo stress e prevenire molte malattie della mente e del corpo.

Si può affermare che l’attitudine che più avvicina queste due discipline è la capacità di osservazione e di ascolto attraverso l’interpretazione dei sintomi del corpo da un lato ma anche attraverso i segnali della nostra mente dall’altro con sensazioni di disagio quali l’ansia, la tristezza e così via.

Conclusioni

In molti si chiedono la naturopatia cos’è, in quanto si tratta di una disciplina poco conosciuta e spesso confusa con altre. Questa è all’atto pratico uno stile di vita basato sulla filosofia di cura naturale del corpo.

Vi sono delle differenze tra questa e lo yoga, ma le due discipline possono poi in realtà compensarsi e lavorare insieme.

Nei corsi di yoga a Livorno che teniamo noi di Yogatime possiamo talvolta proporre soluzioni naturopate per integrare l’effetto delle nostre lezioni, suggerendo rimedi naturali o uno stile di vita sano atto a migliorare il totale benessere della persona.

Maestro Yoga, imparare a meditare

Un percorso interiore così da mantenere le giuste posture, fisiche e mentali: per praticare lo yoga correttamente c’è bisogno di un insegnante attento allo stato e al livello dell’allievo.

Quando si inizia a praticare yoga per molte persone scatta, subito o dopo un tempo soggettivo, una sorta di passione, un fuoco potremmo dire, che porta ad aver voglia di approfondire e condividere quanto si apprende.

Il percorso per acquisire le competenze per diventare maestro di yoga è molto complesso e nasce da qualcosa che è prima di tutto il confronto con sé stessi, a tu per tu con il tappetino e la disciplina, che non è solo fisica ma anche mentale e spirituale.

Una strada fatta di salite e discese, ostacoli da superare, montagne, mari, pianure, a seconda del periodo che ci si trova a vivere. Lo yoga porta a entrare in maniera profonda a contatto con la propria identità, grazie alla costante interazione di corpo e mente, con una spiccata attenzione alla spiritualità.

Parlare di spiritualità non è né semplice né banale.

Per questo un bravo insegnante di yoga o un maestro degno di questo nome deve essere prima di tutto un buon meditante. La pratica della meditazione quotidiana è il presupposto fondante affinché la trasmissione possa emergere come qualità esperita attraverso il proprio silenzio personale.

Per conseguire l’abilitazione a maestro yoga esistono diversi corsi, a seconda dello stile (o gli stili) su cui si intende specializzarsi: alcuni hanno una durata di breve tempo, altri sono più lunghi, anche se un vero insegnante non smette mai di formarsi. A tal proposito è comunque consigliabile alle persone interessate a diventare insegnanti di scegliere una scuola di formazione e in Italia ne abbiamo diverse, che preveda un programma almeno quadriennale.

L’insegnamento infatti non può essere limitato solo alla conoscenza dei soli asana ma deve insegnare una serie di principi fondamentali della postura sotto l’aspetto articolare, muscolare e degli assi fino all’allineamento tra il corpo, la mente e lo spirito. Tutto questo unitamente allo studio della fisiologia respiratoria con le varie tecniche di respiro e, non ultimo, lo studio della filosofia e dei testi antichi e la loro applicazione alla pratica stessa.

La figura è a oggi riconosciuta dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale) e prevede il conseguimento di esami nonché certificazioni. La cosa interessante è che risulta sempre più richiesta nel mondo del lavoro, complici i diversi sbocchi che si stanno aprendo in molteplici ambiti. Anche se il riconoscimento da parte del CONI ha consentito una maggiore diffusione dello yoga assimilandolo alla ginnastica è importante ricordare, in particolare a coloro che aspirano all’insegnamento, che lo yoga non è una ginnastica ma è una disciplina che ha origini antichissime e che si rivolge al benessere dell’uomo nella sua totalità.

Quale corso scegliere per diventare maestro di yoga

L’offerta per conseguire la formazione come insegnanti di yoga è davvero molto variegata. Le scuole sono tante e si può scegliere di frequentarle non necessariamente in Italia ma anche all’estero.

I corsi possono durare persino pochi mesi ma, come già detto, una formazione realmente valida ha un tempo minimo di 3-4 anni, se ci si vuole davvero specializzare e avere un titolo fruibile in ambito lavorativo.

Gli aspetti comuni ai percorsi formativi sono:

  • Asana.
  • Pranayama, Dharana, Dhyana e Pratyahara.
  • Filosofia dello yoga.
  • Pedagogia, didattica, psicologia.
  • Meditazione.
  • Alimentazione.

Ogni stile ha le sue particolarità e specificità, motivo per cui l’ideale sarebbe sperimentare, prima di cominciare una formazione vera e propria.

Pertanto, non mancano le linee guida attendibili per capire meglio come funziona il percorso che porta a diventare maestro yoga, come quelle fornite dalla Federazione Italiana Yoga e dallo Y.A.N.I. (Yoga Associazione Nazionale Insegnanti), ma anche dalla Scuola di Formazione Sadhana del Maestro Carlos Fiel , e dalla Scuola di Formazione del Maestro Antonio Nuzzo.

Altre cose da sapere

Il maestro di yoga è diventato negli ultimi anni una figura di riferimento a livello sociale, questo a causa dell’ampio bagaglio che si trova ad acquisire durante il suo percorso che è prima di tutto una strada di vita: non si nasce insegnanti di yoga, lo si diventa tramite una ricerca e una crescita costante e molto personale.

Il background di ognuno, la sua stessa storia è diversa e si presta a essere integrata in maniera ogni volta differente grazie all’apertura mentale, fisica e spirituale dello yoga.

Tra le specializzazioni più apprezzate ci sono ayurveda, agopuntura, meditazione, tecniche di rilassamento e respirazione. È possibile insegnare sia presso centri yoga e palestre, sia come liberi professionisti, in collaborazione con persone, aziende e organizzazioni.

Conclusioni

Abbiamo visto quanto la figura del maestro di yoga risulti complessa. Il raggiungimento di tale “condizione” andrebbe visto sempre come un punto di partenza e mai di arrivo, essendo un percorso che prima di tutto si fa per sé stessi e con sé stessi, condividendolo con gli altri nell’ottica di una ricerca del benessere e della felicità.

La cosa straordinaria è quella di porsi sempre e comunque come allievi e non come maestri: restando curiosi e appassionati restiamo aperti e accoglienti di fronte al mare di tutte le possibilità che la vita ci offre.