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Quanti tipi di yoga esistono e quale scegliere

Hatha, Vinyasa, Ashtanga, Yin, Iyengar, Kundalini: differenze, benefici e consigli per scegliere il tuo stile. Leggi la guida.

 

La disciplina yoga affonda le radici millenarie in India ma oggi è ormai diffusa in tutto il mondo. Esercizi fisici e stile di vita uniscono corpo, mente e spirito alla ricerca di benessere ed equilibrio. La diffusione verso l’occidente ha alimentato la scelta di stili, alcuni si concentrano su forza e resistenza, altri su meditazione e calma interiore e altri ancora sulla precisione tecnica o la fluidità di movimento.

Ma quanti tipi di yoga esistono? E soprattutto come scegliere tra i vari stili di yoga per avere benefici per la salute?

 

Perché esistono stili diversi

Lo yoga nasce come pratica spirituale e ha l’obiettivo di connettere corpo e mente; la sua evoluzione nei secoli ha reso la disciplina sempre più variegata.

Gli stili di yoga sono frutto di un’evoluzione della tradizione: alcuni maestri indiani hanno trasmesso insegnamenti differenti, enfatizzando aspetti specifici come la meditazione, le posture fisiche o la respirazione.

Rischiamo così di incontrare una separazione che nello yoga non ha ragione di essere, dal momento che non c’è yoga senza meditazione e viceversa e che il respiro è il punto di connessione fra corpo e mente, fra materia e anima.

Dovendosi adattare alla cultura occidentale gli esercizi sono stati modificati e hanno subito un’evoluzione per lavorare sia sul benessere fisico che su quello spirituale.

Rispondere alle esigenze individuali ha fatto il resto: proprio questo aspetto ha favorito la differenziazione dei tipi di yoga proponendo opzioni per fasce d’età, elasticità e aspettative.

Non meno rilevante il bisogno di sperimentazione: molti insegnanti hanno elaborato metodi originali, mescolando yoga tradizionale con arti marziali, danza, fitness o pratiche terapeutiche.

E questo purtroppo è ciò che non solo ha differenziato ma sta progressivamente svuotando questa antica disciplina dal suo significato più autentico e profondo.

L’aspetto positivo è che la diversificazione nei differenti stili ha consentito ad un maggior numero di persone ad avvicinarsi alla pratica invitandole poi a coglierne ed approfondirne la filosofia e l’indagine di sé.

 

Panoramica dei principali stili

Sono diversi gli stili di yoga disponibili e tra cui scegliere, bisogna considerare quali sono i propri obiettivi, il livello di preparazione fisica, la salute e quanto tempo si desidera dedicare alla pratica per poter individuare l’opzione migliore per sé.

In questo contesto vogliamo fornire una semplice descrizione  dei diversi stili di yoga a solo titolo conoscitivo

 

Hatha

Lo Hatha yoga è lo stile più tradizionale e rappresenta la base di molte altre pratiche. Si concentra su posture mantenute nella ricerca di una certa immobilità fisica e mentale  (asana), tecniche di respirazione (pranayama) e rilassamento. È indicato per principianti, poiché offre un approccio lento e consapevole. In questa pagina è possibile consultare una sequenza hatha per rilassare spalle e collo comprendendo meglio il tipo di stile.

 

Vinyasa

Caratterizzato da sequenze fluide, in cui il movimento è sincronizzato con il respiro. Dinamico e creativo, Vinyasa aiuta a migliorare coordinazione e resistenza. È consigliato per chi cerca un’attività fisica energizzante. Qui si possono approfondire i benefici del vinyasa yoga.

 

Ashtanga

Molto rigoroso e impegnativo, l’Ashtanga segue serie fisse di posizioni in ordine prestabilito. È indicato per chi ama la disciplina e vuole un allenamento fisico intenso. Richiede costanza e una buona preparazione.

 

Yin

Yin si basa sul mantenimento prolungato delle posizioni, anche per diversi minuti. Mira a stimolare i tessuti profondi e favorire il rilassamento. È ideale per chi cerca calma interiore, flessibilità e meditazione. Nel seguente articolo parliamo della pratica yin yoga nel dettaglio.

 

Iyengar

Enfatizza l’allineamento del corpo e l’uso di supporti (cinture, blocchi, cuscini). Iyengar è utile a chi ha problemi posturali o vuole lavorare sulla precisione dei movimenti. Richiede concentrazione e attenzione al dettaglio.

 

Kundalini

Integra posture, canti, respirazioni e meditazione per risvegliare l’energia vitale. Il Kundalini ha un approccio più spirituale e trasformativo, adatto a chi desidera lavorare su mente e coscienza.

 

Bikram

Praticato in una stanza riscaldata a circa 40°C, il Bikram prevede una sequenza di 26 posizioni. La sudorazione intensa favorisce la detossinazione e l’elasticità muscolare. È adatto a chi ama sfide fisiche e ambienti particolari.

 

Odaka

Stile contemporaneo nato in Italia, l’Odaka si ispira al movimento delle onde del mare e integra arti marziali e meditazione. Favorisce fluidità, adattabilità e armonia interiore.

 

Yoga della risata

Lo yoga della risata combina esercizi respiratori con risate indotte, che stimolano il rilascio di endorfine. È ideale per ridurre lo stress, migliorare l’umore e favorire la socializzazione.

 

Aerial

Lo yoga aerial utilizza tessuti sospesi per eseguire posizioni aeree, alleggerendo il peso del corpo e permettendo movimenti creativi. È divertente e rinforza muscoli poco usati, oltre a migliorare la fiducia in sé stessi.

 

Come scegliere in base agli obiettivi

Come si sceglie lo stile di yoga tra i tanti disponibili? Sicuramente avere chiari i propri obiettivi è fondamentale, così come imparare a conoscere i propri limiti e il livello di partenza.

Chi cerca soluzioni per rilassarsi e combattere lo stress dovrebbe puntare su yoga della risata, Yin e Hatha. Chi invece vuole allenarsi e migliorare la forma fisica dovrebbe puntare su Ashtanga, Vinyasa, Bikram e Aerial.

Le persone che desiderano correggere la postura e lavorare sulla consapevolezza del proprio corpo possono scegliere di praticare Iyengar e Odaka mentre per la spiritualità e la crescita interiore si preferiscono Kundalini e Hatha tradizionale.

E per chi è principiante? Solitamente si parte da Hatha e Vinyasa, due ottimi punti di partenza.

 

Domande frequenti e falsi miti

Tra le prime domande frequenti riguardo gli stili dello yoga c’è se si tratta di semplice stretching. Nonostante le posizioni lavorino sull’allungamento muscolare dobbiamo capire che l’obiettivo è l’equilibrio, la gestione del respiro e la concentrazione. Tutto ciò non toglie un allenamento che includa la forza fisica.

Ma anche i principianti non elastici possono iniziare? Assolutamente sì. Chi è fermo da un po’ o non è sportivo spesso percepisce una maggiore flessibilità già dopo poche lezioni.

Tanti si domandano se fare yoga significhi praticare una religione. Pur avendo origini spirituali, oggi viene inteso come sport e disciplina laica e può essere vissuto come pratica meditativa o attività fisica che aiuta a trovare un approccio equilibrato.

Attenzione ai pregiudizi: lo yoga non è una cosa da donne. Storicamente in India erano proprio gli uomini a praticarlo e dunque l’attività è assolutamente aperta a tutti senza alcun pregiudizio o limite.

Altra domanda a cui vorremmo rispondere: lo yoga fa dimagrire? Dipende dallo stile. Le pratiche più dinamiche quali Ashtanga, Vinyasa o Bikram favoriscono il consumo calorico. Le altre più dolci, invece, lavorano sull’equilibrio interiore. Senza dimenticare che anche la perdita di peso può essere la risultante di un riequilibro psico emozionale ritrovato.

Curiosità spesso richiesta riguarda i tempi in cui si possono notare i primi risultati. I benefici dello yoga si osservano già dopo poche settimane di pratica regolare. I primi riguardano il miglioramento della postura e la gestione dello stress. Serve però costanza per osservare cambiamenti duraturi e profondi.

Riguardo la questione della pratica in solitaria o in gruppo non c’è una modalità migliore di un’altra. Tutto dipende da cosa si cerca: nelle lezioni collettive si impara sotto la guida di un insegnante e ci si motiva a vicenda influenzati dall’energia positiva degli altri. La pratica individuale è invece consigliata nel caso ci siano problemi individuali o muscolo scheletrici particolari che richiedono un’attenzione specifica sulla singola persona.

Yoga per anziani: esercizi dolci e da seduti

Yoga per anziani: esercizi dolci e da seduti

Sequenze dolci, anche su sedia, per migliorare mobilità, equilibrio e respiro in sicurezza. Inizia oggi, al tuo ritmo.

 

L’età che avanza mette in difficoltà molte persone, sportive e non: i movimenti rallentano e nel frattempo si nota una perdita di elasticità da parte delle articolazioni. Dopo i 60 anni soprattutto, molte persone puntano a combattere il passare del tempo puntando su attività sicure come lo yoga per anziani. Sia principianti che sportivi possono approcciare la disciplina per migliorare la postura, rafforzare i muscoli e godere di una migliore pace interiore. La buona notizia? Non serve avere una flessibilità estrema né esperienza pregressa: conta solo la costanza e la voglia di prendersi cura di sé.

 

Perché fa bene dopo i 60

Prendersi cura del proprio corpo non ha età. Passati i 60 anni la pratica regolare di attività dolci quali lo yoga per anziani è di grande supporto per migliorare l’elasticità, ottenere comfort nei movimenti e lavorare sulla propria mobilità e sul proprio benessere mentale perché quando ci si muove meglio e con una maggiore agilità si é anche più felici.

Dal mantenimento della mobilità articolare, contrastando rigidità e perdita d’elasticità a un miglioramento dell’equilibrio: la costanza aiuta a prevenire cadute insegnando poi una migliore gestione respiratoria.

Qui si possono leggere tutti i benefici dello yoga per gli anziani approfondendo la tematica.

 

Precauzioni e controindicazioni

Chiaramente nonostante lo yoga per anziani sia approvato per ogni età e condizione è fondamentale muoversi con attenzione e buon senso. Oltre a chiedere un consiglio al proprio medico in caso di osteoporosi, artrosi e problemi cardiaci si dovrebbero evitare movimenti bruschi, indispensabile a volte usare supporti e gestire il respiro a un ritmo lento e naturale. In caso di affanno o difficoltà? Meglio fermarsi.

 

Yoga da seduti

No, non tutti gli esercizi di yoga ci richiedono di sdraiarci o assumere posizioni complicate. Nello yoga da seduti per anziani si prediligono soluzioni più stabili e comode per evitare affaticamento. La disciplina permette così di eseguire movimenti dolci che migliorano la circolazione, riducono la rigidità muscolare e favoriscono una postura corretta.

Mobilità di spalle e anche

Un esercizio semplice consiste nel sedersi dritti e iniziare a disegnare cerchi lenti con le spalle, prima in avanti e poi indietro. Questo movimento scioglie le tensioni del collo e apre il torace, migliorando la respirazione.

Per le anche, si può portare una gamba alla volta verso il petto, aiutandosi con le mani, senza forzare. Questo favorisce la flessibilità e riduce la rigidità tipica della zona pelvica.

Entrambi gli esercizi sono utili per mantenere una buona mobilità, prevenendo dolori e irrigidimenti che con l’età possono diventare frequenti.

 

In piedi con supporti

Un’alternativa allo yoga con la sedia? Quello in piedi, ma ovviamente utilizzando dei supporti che fungano da sostegno. lo scopo di ritrovare un equilibrio è costruirlo con pazienza e gradualità non sfidarlo.

Sedia, muro, cinghia

Nella pratica dello yoga da anziani possiamo aiutarci con 3 accessori che diventano alleati:

  • La sedia facilita i movimenti e il sostenersi durante gli esercizi;
  • Il muro offre stabilità e quindi ci si può appoggiare mantenendo una postura corretta;
  • La cinghia facilita lo stretching allungando dolcemente il nostro corpo senza forzarlo ma rispettando i propri limiti.

Mini-sequenza da 15 minuti

Sicuramente è più indicato rivolgersi ad un corso per poter praticare yoga da anziani, soprattutto se senza esperienza, ma ecco una breve sequenza di 15 minuti per trarre i primi benefici:

  • Seduti, respirazione consapevole. Occhi chiusi, mani sulle ginocchia, inspirare profondamente ed espirare lentamente per 5 cicli;
  • Rotazioni delle spalle 10 cerchi in avanti, 10 indietro;
  • Allungamento laterale. Seduti o in piedi con sedia accanto, sollevare un braccio e piegarsi delicatamente di lato. Ripetere da entrambi i lati;
  • Sollevamento gambe. Da seduti, sollevare una gamba alla volta, mantenendo per qualche secondo;
  • Allungamento con cinghia. Seduti, portare la cinghia sotto il piede e allungare la gamba in avanti, senza forzare;
  • Posizione in piedi con appoggio. Mani sullo schienale della sedia, piccoli piegamenti delle ginocchia, respirando con calma;
  • Rilassamento finale. Seduti, occhi chiusi, mani sul cuore, respirare profondamente e sorridere a sé stessi.

 

Domande frequenti

Molte persone si chiedono se possa essere una buona idea praticare yoga da anziani se non si faceva sport precedentemente. La risposta è sì: i benefici dell’attività sono incredibili anche per i principianti, basterà scegliere il corso giusto per sé.

Vi state chiedendo se si possa praticare yoga ogni giorno? Certamente, indipendentemente dall’età esistono piccoli esercizi e sequenze che possono essere praticate a casa in autonomia dopo aver preso confidenza con la pratica.

Un altro quesito comune è come fare quando ci sono problemi con le articolazioni. Nonostante possa sembrare faticoso, i benefici sono ottimali soprattutto per chi soffre di dolori localizzati.

Infine,

Un elemento importantissimo da non sottovalutare è lo stato di  solitudine a cui molti anziani vanno spesso incontro : la pensione, i figli che crescono ed escono di casa, lo stato di minore mobilità e vitalità rischia di farli sentire non più così indispensabili.

Così una  risorsa importante di praticare un corso di yoga per anziani  è sicuramente la condivisione : con l’età molte persone tendono anche a chiudersi intorno ai loro malanni. Praticare yoga in gruppo aiuta a relativizzare arrivando a guardare ai problemi dell’età con una maggiore leggerezza e serenità.

Posizione yoga testa in giù: benefici, esecuzione e consigli

Scopri la posizione yoga testa in giù, i suoi benefici e come eseguirla in sicurezza per migliorare forza ed equilibrio

 

Lo yoga dà modo di sperimentare tantissime posizioni, tutte pronte a coinvolgere mente, corpo e respiro. Tra le più interessanti e ambite c’è quella chiamata Sirsasana, ovvero la posizione yoga a testa in giù.

 

Cos’è la posizione yoga testa in giù?

La conosciamo come yoga a testa in giù o Sirsasana, è una delle posizioni yoga capovolte in cui il corpo viene sostenuto principalmente dalla testa e dalle braccia, con le gambe rivolte verso l’alto. Spesso è definita una delle regine delle asana.

Una missione impegnativa? Mantenere la testa a contatto con il suolo mentre il resto del corpo assume resta allineato in verticale.

Queste tipologie di esercizi fanno rientrano nella categoria delle inversioni e includono posture meno complesse come il cane a testa in giù (Adho Mukha Svanasana), che può essere un buon punto di partenza per chi non è ancora pronto per Sirsasana.

 

Benefici della posizione yoga testa in giù

Ecco i vantaggi principali che regala questo esercizio impegnativo:

  • Stimolazione della circolazione sanguigna. Favorisce il ritorno venoso e migliora l’afflusso di sangue al cervello, contribuendo a una maggiore lucidità mentale e concentrazione;
  • Allungamento della colonna vertebrale. Distende e decomprime la colonna vertebrale, alleviando tensioni nella zona lombare;
  • Rafforzamento muscolare. Coinvolge contemporaneamente spalle, braccia, gambe, core e muscoli della schiena;
  • Postura corretta. Rafforza il tronco e cresce la consapevolezza del proprio allineamento;
  • Addio stress. La postura ha un effetto calmante sul sistema nervoso, favorendo il rilassamento;
  • Stimolazione del sistema linfatico. L’inversione aiuta il drenaggio linfatico, utile per rafforzare il sistema immunitario.

 

Come eseguire correttamente la posizione yoga testa in giù

Ecco un tutorial, step by step, per sviluppare forza e flessibilità eseguendo la posizione yoga testa in giù in sicurezza:

  • Iniziate inginocchiati, intrecciate le dita delle mani e poggiate gli avambracci a terra, formando un triangolo stabile. La testa si appoggia delicatamente al suolo, tra le mani;
  • Sollevamento del bacino. Alzate le ginocchia da terra e avvicinate i piedi alla testa, fino a sollevare il bacino sopra le spalle;
  • Gambe sollevate. A questo punto potete piegare le ginocchia verso il petto e, se sentite stabilità, stendere lentamente le gambe verso l’alto, mantenendo l’allineamento verticale;
  • Respirazione e mantenimento. A questo punto si lavora sulla respirazione cercando di mantenerla per qualche secondo;
  • Discesa controllata. Scendete con controllo, prima piegando le gambe, poi riportando le ginocchia al petto e infine poggiando i piedi a terra. Restate qualche respiro in posizione del bambino per recuperare.

 

Varianti e modifiche per diversi livelli di esperienza

Le posizioni yoga a testa in giù si prestano a numerose modifiche, così da poter essere affrontate in modo graduale e adatto a ogni livello di esperienza.

Non è necessario padroneggiare da subito la versione completa di Sirsasana: chi è alle prime armi può iniziare dedicandosi a posizioni preparatorie utili a rafforzare le spalle e il core, come il cane a testa in giù o il plank.

Potete dare un’occhiata anche ad una variante: la posizione del cane a faccia in giù.

Un modo sicuro per prendere confidenza è esercitarsi vicino a una parete che offre un punto di riferimento e stabilità durante l’apprendimento.

Nel tempo si conquisteranno padronanza e stabilità e quindi si potrà lavorare sull’eleganza dell’esecuzione: entrata e uscita dalla posizione diventano più fluide, e si possono esplorare varianti come Sirsasana con le gambe in loto o in apertura laterale, che aggiungono varietà e consapevolezza al gesto.

Per chi ha una pratica avanzata e consolidata, si aprono possibilità più dinamiche e complesse. Alcuni praticanti esperti sperimentano transizioni da Sirsasana a posizioni come Bakasana, oppure integrano la posizione dello yoga a testa in giù in sequenze articolate, con controllo, fluidità e creatività.

Posizione della lucertola nello yoga: benefici ed esecuzione

Scopri la posizione della lucertola nello yoga, i suoi benefici e come eseguirla per migliorare flessibilità e mobilità del bacino

 

Se praticate yoga o siete semplicemente curiosi di iniziare, c’è una posizione che dovreste assolutamente conoscere: la posizione della lucertola, o Utthan Pristhasana.

A vederla sembra impegnativa ma con un po’ di pazienza, pratica e gli accessori giusti diventerà rapidamente una delle vostre preferite. La posizione della lucertola nello yoga è una vera alleata per il nostro corpo: apre le anche, allunga i muscoli profondi e ci aiuta a liberarci dalle tensioni accumulate nella zona lombare.

 

Benefici della posizione della lucertola

L’esercizio è un vero toccasana per il corpo, capace di unire apertura, forza e rilassamento; sono 3 i principali benefici che offre la posizione della lucertola, approfondiamoli insieme.

 

Migliora la flessibilità delle anche e del bacino

Molti di noi passano gran parte della giornata seduti: a lavoro, in auto, sul divano… e le anche ne risentono, diventando rigide e doloranti. La posizione lucertola yoga agisce proprio lì, aprendo gradualmente la parte anteriore del bacino e stirando i flessori dell’anca. È una vera e propria liberazione per il corpo, soprattutto se praticata con costanza

 

Rafforza gambe e parte inferiore del corpo

Quadricipiti, glutei e muscoli interni delle cosce sono tutti attivati, rafforzando la parte inferiore del corpo, migliora la stabilità e aiuta persino nella prevenzione degli infortuni, soprattutto se praticate altri sport o attività fisiche.

 

Aiuta a rilassare la zona lombare e ridurre la tensione

Chi soffre di tensione e fastidi alla schiena troverà un giovamento incredibile. Aprendo il bacino e stirando i muscoli circostanti, a fine giornata, dona sollievo alla schiena contratta e riduce la sensazione di pesantezza. Bastano pochi minuti e vi sentirete rinati.

 

Come eseguire correttamente la posizione della lucertola

Per ottenere tutti i benefici della posizione lucertola yoga, è fondamentale eseguirla con attenzione e consapevolezza. Nel paragrafo successivo vi spieghiamo come entrare nella postura in modo corretto, step by step.

Guida passo passo per entrare nella posizione

Ecco un tutorial step by step su come eseguire la posizione della lucertola in modo corretto e sicuro:

  • Iniziate in posizione del cane a testa in giù (Adho Mukha Svanasana);
  • Portate il piede destro in avanti, all’esterno della mano destra. Il ginocchio resta sopra la caviglia;
  • Lasciate il ginocchio sinistro a terra e spingete leggermente il bacino verso il pavimento;
  • Potete restare con le mani a terra oppure scendere sugli avambracci. Se vi serve supporto, usate un blocco yoga sotto ciascun avambraccio;
  • Mantenete la posizione per 5-10 respiri profondi;
  • Tornate in posizione di partenza e ripetete dall’altro lato.

 

Errori comuni da evitare

La posizione non è complicata ma forse proprio la sua facilità ci espone a degli errori che non dovremmo fare.

Tra i più comuni? Il ginocchio anteriore portato troppo avanti. Dovrebbe rimanere allineato sopra la caviglia, senza mai superare la punta del piede. Attenzione alle spalle che tendiamo involontariamente ad incassare, soprattutto nei momenti di concentrazione. È fondamentale mantenerle rilassate e favorire una postura stabile e armoniosa.

Molti praticanti, poi, cercano di forzare l’apertura del bacino per “raggiungere” il pavimento a tutti i costi ma ognuno ha la sua mobilità naturale, e cercare di andare oltre i propri limiti può creare più danni che benefici.

L’uso degli accessori yoga necessari per la pratica, come blocchi e cuscini, è un ottimo modo per adattare la posizione alle proprie capacità, senza compromettere l’allineamento.

Ricordate sempre di respirare in modo fluido e profondo: se vi accorgete che state trattenendo il respiro, è probabile che abbiate spinto troppo. Tornate leggermente indietro, ritrovate il ritmo del respiro e lasciate che sia lui a guidare la postura.

Posizione della rana nello yoga: benefici, esecuzione e varianti

Scopri la posizione della rana nello yoga, i suoi benefici e come eseguirla correttamente per migliorare flessibilità e mobilità

Ovviamente, si tratta per la maggior parte di indicazioni tecniche comunque utili ad assumere una posizione, ma non bisogna mai dimenticare che lo yoga non è ginnastica e che non entriamo mai forzatamente in una posizione. Gli asana si assumono dall’interno e il radicamento, l’equilibrio, gli allineamenti sono prima di tutto una qualità di ascolto.   

La posizione della rana nello yoga è una delle più popolari: volendo provare a descrivere l’immagine, osserviamo una persona che cerca di replicare la posizione di una rana, rilassata e pacifica, accovacciata su una ninfea.

Vuoi provare la Mandukasana, il vero nome della posizione rana yoga? Vediamo subito cosa significa, come eseguirla e gli errori da evitare.

 

Cos’è la posizione della rana nello yoga?

La prima cosa da sapere è che è una flessione che facciamo in avanti mentre siamo in posizione seduta: è tra le migliori per contrastare le tensioni alla schiena e per ritrovare il proprio equilibrio.

Il termine Mandukasana non è casuale: questa parola sanscrita si forma da “manduka”, ovvero “rana”, e “asana”, posizione. Ecco perché la conosciamo come posizione della rana.

 

Come eseguire correttamente la posizione della rana

Per eseguire correttamente la Mandukasana, dobbiamo prima di tutto srotolare il tappetino e appoggiare le mani davanti a noi. Dopodiché verifichiamo la distanza di mani e piedi: le ginocchia devono essere in linea con le anche mentre i polsi con le spalle.

Dobbiamo altresì mantenere la schiena dritta e il collo allineato alla colonna vertebrale. Dopodiché iniziamo a distanziare le gambe e i piedi in modo graduale senza forzare troppo le ginocchia.

A questo punto portiamo bacino e busto un po’ in avanti rimanendo con le mani ancorate al pavimento. Sentiamo il respiro scorrere meglio e iniziamo a rilassare soprattutto le spalle e il collo.

Prendiamoci il nostro tempo per eseguire la posizione della rana nello yoga, perché adesso arriva un altro step: dobbiamo piegare le braccia e portare i gomiti e gli avambracci sul pavimento.

Ora dobbiamo avvicinare sia l’ombelico quanto il petto verso il pavimento. Cerchiamo di rilassare l’addome e di continuare a respirare: infine, torniamo gradualmente alla posizione iniziale.

Guida passo passo per entrare nella posizione

Serve seguire alcuni consigli per entrare nella posizione senza difficoltà. La prima cosa da sapere è che dobbiamo muoverci lentamente: in questo modo eviteremo qualsiasi lesione o strappo muscolare.

È importante non avere fretta: raggiungeremo la posizione al momento giusto, con i nostri tempi e seguendo i bisogni del nostro corpo.

È inoltre essenziale evitare di praticare questa posizione dello yoga se non si è in forma: quindi per chi ha subito un intervento o magari presenta una lesione o uno strappo alle ginocchia o all’anca, meglio attendere una completa guarigione prima di mettersi alla prova.

Errori comuni da evitare

Non dobbiamo forzare troppo le ginocchia nella fase iniziale: anche se vogliamo entrare subito nella posizione profonda, rischiamo solo di irrigidire i muscoli e compromettere la finalità desiderata.

Un altro errore che possiamo commettere è dimenticare l’allineamento: spalle, polsi, anche e ginocchia devono sempre rispettare una linea che non crei tensione innaturale.

Evitiamo anche di trattenere il respiro: la respirazione deve essere continua, naturale, fluida. E infine, non dobbiamo avere fretta di arrivare alla posizione completa: nella Mandukasana è più importante sentire il corpo aprirsi poco alla volta che spingerci oltre i nostri limiti.

 

Benefici della posizione della rana

Diversi sono i benefici della posizione rana yoga: bisogna praticarla con regolarità e costanza per ottenerli tutti, come un maggiore benessere mentale, una migliore gestione dello stress e riesce persino a normalizzare la pressione sanguigna.

È utile per chi desidera combattere le tensioni che si accumulano sulla schiena, stimolare la digestione e per chi vuole ritagliarsi un momento tutto per sé alla scoperta interiore.

Vuoi scoprire altre posizioni yoga per tonificare le braccia? O magari saperne di più? allora vieni a provare lo yoga con noi: ti aspettiamo.